Monumenti

Duomo
La prima vera chiesa di Firenze fu la basilica di San Lorenzo, consacrata nel 394. Nel corso del V o VI secolo fu poi costruita la basilica di Santa Reparata, restaurata più volte.
Nel 1293 la Repubblica di Firenze decise di sostituire Santa Reparata con una cattedrale più ampia e sfarzosa, che doveva superare tutte le chiese delle città toscane rivali, sia in grandezza che in bellezza. Tutti dovevano contribuire alla realizzazione del Duomo, lasciando per testamento una quota delle loro ricchezze a tale proposito.
Nel 1296 circa, papa Bonifacio VIII posò la prima pietra della nuova cattedrale sopra i resti della basilica di Santa Reparata.
Il Duomo di Firenze è il frutto di un lungo lavoro durato più di sei secoli.
Il progetto iniziale è quello di Arnolfo di Cambio alla fine del duecento; la splendida cupola conosciuta in tutto il mondo appartiene al rinascimentale Filippo Brunelleschi; la facciata è del tardo ottocento.
Arnolfo lavora per il Duomo di Firenze dal 1296 al 1302, anno della sua morte. Nonostante lo stile di quel periodo fosse il gotico, Arnolfo immagina una basilica con 3 navate che confluiscono nell'altare maggiore. Il di Cambio realizza due campate e la nuova facciata.
Alla sua morte i lavori si interrompono, riprendendo nel 1334, anno in cui Giotto viene nominato responsabile dei lavori. Ma anche Giotto non avrà molto tempo, in quanto morirà nel 1337 e il suo tempo lo dedicherà soprattutto al campanile che tuttavia rimane incompiuto.
La volta della navata di mezzo viene completata nel 1378 d.C. e due anni più tardi vengono terminate anche le navate minori. Nel 1434 d.C. vengono dati gli ultimi ritocchi alla cupola del Duomo di Brunelleschi.
La facciata viene realizzata intorno al XIX secolo; all'interno Paolo Uccello, insieme ad Andrea del Castagno e Lorenzo Ghiberti, realizza vari affreschi e i cartoni per le vetrate della Basilica.
La facciata, sebbene risulti in armonia con il resto del complesso, viene realizzata soltanto intorno al XIX secolo.
Le bellissime terracotte poste sulle lunette delle porte delle due sagrestie, invece, sono di Luca della Robbia.
La cattedrale, dedicata a Santa Maria del Fiore in omaggio alla città di Firenze, viene consacrata il 25 marzo del 1436.
Il Campanile, iniziato da Giotto nel 1334, continuato dal Pisano e completato da Francesco Talenti nel 1359, è la più grande testimonianza dell'architettura gotica del trecento a Firenze.

Basilica di San Lorenzo
La Basilica di San Lorenzo si trova nell' omonima piazza nel centro di Firenze, dove si tiene il mercato chiamato appunto di San Lorenzo.
E' una delle maggiori e antiche chiese di Firenze: consacrata nel 393, rimase la cattedrale della città per quasi trecento anni, quando venne realizzata la chiesa di Santa Reparata.
Nel 1059 la Basilica di San Lorenzo fu riconsacrata e ampliata con un chiostro su un lato della chiesa.
A finanziare l'ampliamento su progetto di Filippo Brunelleschi che già aveva realizzato la sagrestia vecchia, fu la famiglia Medici che aveva la dimora lì vicino.
Brunelleschi, aiutato dal suo assistente Antonio Manetti, realizzò un capolavoro che fu preso in futuro come punto di riferimento per l'architettura delle chiese.
La Basilica fu completata nel 1461 e divenne luogo di sepoltura della famiglia dei Medici: si narra che Cosimo il Vecchio fu sepolto in un pilastro di fronte all'altare maggiore, dove solitamente si conservavano le spoglie dei santi ai quali era dedicata la chiesa.
Il soffitto della navata centrale è decorato con rosoni dorati su sfondo bianco e ai lati delle navate si aprono varie cappelle.
I problemi sorsero con la facciata: papa Leone X incaricò Michelangelo di progettarne una nel 1518, ma l'opera non fu realizzata per motivi tecnici e finanziari.
Più tardi, sempre Leone X commissionò la sagrestia nuova a Michelangelo.
Sia la facciata che la sagrestia vennero ultimati solo molto più tardi.
Sempre di Michelangelo è la Biblioteca Medicea Laurenziana, mentre il campanile di Ferdinando Ruggieri risale al 1740.
Ma la parte più famosa della chiesa è quella delle Cappelle Medicee. Nella cripta di Bernardo Buontalenti sono sepolti circa 50 membri della famiglia, mentre nella Cappella dei Principi, vi sono le tombe vuote dei granduchi di Toscana.
Nel 1907 fu costituita l'Opera Medicea Laurenziana per la protezione e la gestione della basilica.
La Basilica di San Lorenzo si trova nell' omonima piazza nel centro di Firenze, dove si tiene il mercato chiamato appunto di San Lorenzo.
E' una delle maggiori e antiche chiese di Firenze: consacrata nel 393, rimase la cattedrale della città per quasi trecento anni, quando venne realizzata la chiesa di Santa Reparata.
Nel 1059 la Basilica di San Lorenzo fu riconsacrata e ampliata con un chiostro su un lato della chiesa.
A finanziare l'ampliamento su progetto di Filippo Brunelleschi che già aveva realizzato la sagrestia vecchia, fu la famiglia Medici che aveva la dimora lì vicino.
Brunelleschi, aiutato dal suo assistente Antonio Manetti, realizzò un capolavoro che fu preso in futuro come punto di riferimento per l'architettura delle chiese.
La Basilica fu completata nel 1461 e divenne luogo di sepoltura della famiglia dei Medici: si narra che Cosimo il Vecchio fu sepolto in un pilastro di fronte all'altare maggiore, dove solitamente si conservavano le spoglie dei santi ai quali era dedicata la chiesa.
Il soffitto della navata centrale è decorato con rosoni dorati su sfondo bianco e ai lati delle navate si aprono varie cappelle.
I problemi sorsero con la facciata: papa Leone X incaricò Michelangelo di progettarne una nel 1518, ma l'opera non fu realizzata per motivi tecnici e finanziari.
Più tardi, sempre Leone X commissionò la sagrestia nuova a Michelangelo.
Sia la facciata che la sagrestia vennero ultimati solo molto più tardi.
Sempre di Michelangelo è la Biblioteca Medicea Laurenziana, mentre il campanile di Ferdinando Ruggieri risale al 1740.
Ma la parte più famosa della chiesa è quella delle Cappelle Medicee. Nella cripta di Bernardo Buontalenti sono sepolti circa 50 membri della famiglia, mentre nella Cappella dei Principi, vi sono le tombe vuote dei granduchi di Toscana.
Nel 1907 fu costituita l'Opera Medicea Laurenziana per la protezione e la gestione della basilica.

Piazza della Signoria
Piazza della Signoria si trova nella zona della Firenze medievale, vicino a Ponte Vecchio e all'Arno.
Grazie agli scavi archeologici, si è determinato che la piazza costituiva una zona importante della città romana, e che aveva un impianto termale dell'epoca di Adriano. In seguito le terme vengono abbandonate e viene invece costruita una grande basilica paleocristiana.
Sempre gli scavi hanno portato alla luce i resti di diverse torri e i resti di due chiese (Chiesa Santa Cecilia e San Romolo).
Nel 1269 la piazza comincia ad assumere l'attuale forma a L, quando i Guelfi riacquistano il potere su Firenze e demoliscono le case dei Ghibellini. Vengono abbattute 36 case, prime di tutte le torri dei Foraboschi e degli Uberti; per questo motivo la piazza ha una particolare conformazione.
Sebbene non conservi più alcuni dei suoi edifici originali e l'antica pavimentazione in cotto, rimane tuttavia nel suo insieme una piazza d'incomparabile bellezza ed eleganza.
Nel momento in cui viene costruito il Palazzo della Signoria o Palazzo Vecchio, la piazza diviene il cuore politico della città di Firenze.
Nel XIV secolo vengono aggiunte la Loggia della Signoria, per le cerimonie pubbliche, e il Tribunale della Mercanzia, istituto nato per le controversie di tipo civile e commerciale.Il Palazzo delle Assicurazioni Generali che si trova sul lato ovest della piazza, risale al 1871 ed è opera del Landi.
La piazza, nella quale tra il quattrocento e il cinquecento si svolgono anche feste pubbliche e tornei, si arricchìsce nel corso del 1500 di numerose statue che la abbelliscono e la trasformano in un vero e proprio museo all'aperto. La Loggia della Signoria è splendida con il suo gruppo di sculture: da sottolineare la bellezza del Perseo del Cellini e Il ratto delle Sabine del Giambologna.
Piazza della Signoria è anche teatro di esecuzioni, come la più famosa di Gerolamo Savonarola, impiccato e bruciato per eresia. Sotto le case medievali su Piazza della Signoria, sono stati trovati i resti di un'officina per la tintura dei panni.
Questo ritrovamento ha fatto capire che tale attività è sempre stata radicata nella storia economica del paese provocando l'enorme ricchezza di Firenze e permettendo così il finanziamento di tutti i suoi capolavori.
Piazza della Signoria si trova nella zona della Firenze medievale, vicino a Ponte Vecchio e all'Arno.
Grazie agli scavi archeologici, si è determinato che la piazza costituiva una zona importante della città romana, e che aveva un impianto termale dell'epoca di Adriano. In seguito le terme vengono abbandonate e viene invece costruita una grande basilica paleocristiana.
Sempre gli scavi hanno portato alla luce i resti di diverse torri e i resti di due chiese (Chiesa Santa Cecilia e San Romolo).
Nel 1269 la piazza comincia ad assumere l'attuale forma a L, quando i Guelfi riacquistano il potere su Firenze e demoliscono le case dei Ghibellini. Vengono abbattute 36 case, prime di tutte le torri dei Foraboschi e degli Uberti; per questo motivo la piazza ha una particolare conformazione.
Sebbene non conservi più alcuni dei suoi edifici originali e l'antica pavimentazione in cotto, rimane tuttavia nel suo insieme una piazza d'incomparabile bellezza ed eleganza.
Nel momento in cui viene costruito il Palazzo della Signoria o Palazzo Vecchio, la piazza diviene il cuore politico della città di Firenze.
Nel XIV secolo vengono aggiunte la Loggia della Signoria, per le cerimonie pubbliche, e il Tribunale della Mercanzia, istituto nato per le controversie di tipo civile e commerciale.Il Palazzo delle Assicurazioni Generali che si trova sul lato ovest della piazza, risale al 1871 ed è opera del Landi.
La piazza, nella quale tra il quattrocento e il cinquecento si svolgono anche feste pubbliche e tornei, si arricchìsce nel corso del 1500 di numerose statue che la abbelliscono e la trasformano in un vero e proprio museo all'aperto. La Loggia della Signoria è splendida con il suo gruppo di sculture: da sottolineare la bellezza del Perseo del Cellini e Il ratto delle Sabine del Giambologna.
Piazza della Signoria è anche teatro di esecuzioni, come la più famosa di Gerolamo Savonarola, impiccato e bruciato per eresia. Sotto le case medievali su Piazza della Signoria, sono stati trovati i resti di un'officina per la tintura dei panni.
Questo ritrovamento ha fatto capire che tale attività è sempre stata radicata nella storia economica del paese provocando l'enorme ricchezza di Firenze e permettendo così il finanziamento di tutti i suoi capolavori.

Galleria dell'Accademia
Nel 1784 il Granduca Pietro Leopoldo decise che tutte le scuole di disegno di Firenze dovessero essere riunite in una sola Accademia che avesse anche una Galleria di dipinti antichi per permettere agli allievi delle Belle Arti di conoscere queste meraviglie.
A questo proposito venne scelto l'edificio adiacente all'ospedale San Matteo e, dopo aver eseguito vari lavori di rifacimento degli ambienti, fu realizzata la Galleria dell'Accademia, un museo destinato ad accogliere le opere delle varie scuole d'arte.
Nei locali vicini, ricavati da due antichi conventi, sono state raccolte opere provenienti dall'Accademia delle Belle Arti e dall'Accademia del Disegno, soprattutto a carattere religioso.
La collezione di fondi oro, dipinti su tavola, è unica al mondo e sono state aperte 9 sale per accoglierla.
Ma la Galleria dell'Accademia di Firenze aumentò la sua popolarità quando venne trasferito, da piazza Signoria, il David di Michelangelo. Anche il San Matteo e le Quattro Prigioni di Michelangelo giunsero in seguito alla Galleria dell'Accademia.
Oggi la Galleria dell'Accademia è un museo di importanza rilevante: verso il 1980 venne allestita una Gipsoteca.
Recentemente è stato compiuto un restauro al piano superiore della Galleria dell'Accademia che ha permesso di aprire al pubblico una nuova sala dove sono raccolti i modelli in gesso di Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni, scultori dell'800.Qui si possono ammirare i 300 busti di personaggi dell'alta borghesia. Al piano terra si trovano le Sale Bizantine in cui sono raccolte opere della pittura fiorentina della prima metà del 300. Nella prima spicca l'Albero della Vita realizzato da Pacino di Bonaguida, nella seconda le Formelle dipinte da Taddeo Gaddi verso il 1330 e l'ultima sala è dedicata ai tre fratelli Orcagna, di cui rimangono i dipinti sacri realizzati nel 300.
Di recente la Galleria dell'Accademia si è arricchita con il Museo degli strumenti musicali, che ospita strumenti che provengono dalle collezioni dei De' Medici e dei Lorena.
Nel 1784 il Granduca Pietro Leopoldo decise che tutte le scuole di disegno di Firenze dovessero essere riunite in una sola Accademia che avesse anche una Galleria di dipinti antichi per permettere agli allievi delle Belle Arti di conoscere queste meraviglie.
A questo proposito venne scelto l'edificio adiacente all'ospedale San Matteo e, dopo aver eseguito vari lavori di rifacimento degli ambienti, fu realizzata la Galleria dell'Accademia, un museo destinato ad accogliere le opere delle varie scuole d'arte.
Nei locali vicini, ricavati da due antichi conventi, sono state raccolte opere provenienti dall'Accademia delle Belle Arti e dall'Accademia del Disegno, soprattutto a carattere religioso.
La collezione di fondi oro, dipinti su tavola, è unica al mondo e sono state aperte 9 sale per accoglierla.
Ma la Galleria dell'Accademia di Firenze aumentò la sua popolarità quando venne trasferito, da piazza Signoria, il David di Michelangelo. Anche il San Matteo e le Quattro Prigioni di Michelangelo giunsero in seguito alla Galleria dell'Accademia.
Oggi la Galleria dell'Accademia è un museo di importanza rilevante: verso il 1980 venne allestita una Gipsoteca.
Recentemente è stato compiuto un restauro al piano superiore della Galleria dell'Accademia che ha permesso di aprire al pubblico una nuova sala dove sono raccolti i modelli in gesso di Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni, scultori dell'800.Qui si possono ammirare i 300 busti di personaggi dell'alta borghesia. Al piano terra si trovano le Sale Bizantine in cui sono raccolte opere della pittura fiorentina della prima metà del 300. Nella prima spicca l'Albero della Vita realizzato da Pacino di Bonaguida, nella seconda le Formelle dipinte da Taddeo Gaddi verso il 1330 e l'ultima sala è dedicata ai tre fratelli Orcagna, di cui rimangono i dipinti sacri realizzati nel 300.
Di recente la Galleria dell'Accademia si è arricchita con il Museo degli strumenti musicali, che ospita strumenti che provengono dalle collezioni dei De' Medici e dei Lorena.




